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Vitamina K prodotta da batteri dell’intestino potrebbe essere utile per trattare l’osteoporosi

Pubblicato il 12 Maggio 2020

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La vitamina K prodotta da alcune specie di batteri del nostro intestino potrebbe rivelarsi molto importante per rafforzare le nostre ossa. Sono di questo parere due ricercatori, Kyla Shea del Vitamin K Laboratory presso l’Human Nutrition Research Center on Aging (HNRCA) (Tufts University), e Chris Hernandez della Cornelia University.

Hernandez aveva già scoperto nel 2017, anno in cui aveva pubblicato uno studio sulJournal of Bone and Mineral Research, che questa vitamina poteva essere spesso collegata al rischio di fratture ma non alla densità ossea. Proprio per questo si è voluto unire al laboratorio dell’HNRCA per sviluppare le sue idee: “L’HNRCA è il luogo perfetto per ricercare questa domanda. Non solo ha gli esperti mondiali sulla biochimica della vitamina K, ma ha anche strutture uniche che consentono di manipolare la forma della vitamina che è coinvolta qui e di monitorare il processo”, spiega il ricercatore.Lo stesso ricercatore spiega che a rafforzare le ossa potrebbe essere non tanto la vitamina K che proviene dalla nostra dieta (perlopiù da verdure verdi) ma quella sintetizzata da alcune specie di batteri intestinali quando la acquisiscono. L’esatto meccanismo con il quale questa vitamina K sintetizzata dei batteri rafforza le ossa deve essere ancora compreso.“La vitamina K è un cofattore enzimatico necessario per il funzionamento di determinate proteine”, spiega Shea. “Uno di questi, l’osteocalcina, è la proteina non collagenica predominante nelle ossa”.Quest’ultima è una proteina che riesce a creare una sorta di materiale morbido all’interno dell’osso consentendo a quest’ultimo di essere meno fragile.Si tratta di informazioni che potrebbero essere utili per il trattamento dell’osteoporosi. Come spiega il ricercatore, questa patologia viene curata di solito cercando di migliorare la densità minerale delle ossa ma potrebbero esserci altri modi per migliorare la qualità dell’osso stesso.Il ricercatore, per esempio, ipotizza che si potrebbe cambiare il microbioma dell’intestino facendo in modo che produca più vitamina K, di quella sintetizzata dai batteri (detta anche vitamina vitamina K2), cosa che dovrebbe dare effettivi benefici alle persone che soffrono di osteoporosi. E questo procedimento eviterebbe al soggetto di dover mangiare per forza più verdure verdi o di dover assumere regolarmente integratori vitaminici. Si tratta solo di ipotesi, la strada da fare è ancora molta ma queste nuove ipotesi, suggerite in un nuovo articolo pubblicato sul sito della Tufts University, mostrano ancora una volta quanto i microrganismi che vivono all’interno del nostro corpo, i cosiddetti “microbiomi”, siano molto più importanti di quanto abbiamo mai creduto o calcolato in precedenza.

Fonte: Notizie scientifiche.it

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