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Non serve la cura “radioattiva” per la spondilite anchilosante

Pubblicato il 1 Settembre 2008

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STUDIO TEDESCO

Iniezioni endovena di radio aumentano la probabilità di leucemia: non devono essere più utilizzate

La terapia a base di iniezioni di Radio-224 per la spondilite anchilosante non ha un buon rapporto rischio-beneficio (da http://backpain.stanford.edu).

Dopo decenni di osservazioni è finalmente arrivato il verdetto, grazie a una ricerca dell’Institute of Radiation Biology di Monaco, in Germania: la terapia a base di iniezioni di Radio-224 per la spondilite anchilosante non ha un buon rapporto rischio-beneficio, anzi. Il radioattivo, infatti, aumenta il pericolo di ammalarsi di leucemia, soprattutto leucemia mieloide acuta; per di più, sale anche l’incidenza di stati pre-leucemici. Abbastanza per convincere il Federal Institute for Drugs and Medical Devices tedesco a revocare definitivamente la licenza di commercializzazione al prodotto venduto in Germania.

STUDIO AMPIO – Per arrivare alle sue conclusioni, Roland R. Wick, radiologo dell’Helmholtz Zentrum di Monaco, ha condotto uno studio con un follow-up a lungo termine, oltre 30 anni, su 1.471 pazienti con spondilite anchilosante trattati con iniezioni endovena di Radio-224 e 1.324 malati non curati con composti radioattivi né sottoposti a raggi X.

Fra chi aveva assunto il radio si sono registrati 19 casi di leucemia anziché i 6,8 attesi in una popolazione di uguale età e sesso; l’incidenza di leucemia mieloide acuta è risultata particolarmente alta, con 7 casi contro 1,8 della popolazione normale.

Non basta: Wick ha osservato 4 casi di patologie pre-leucemiche del midollo osseo fra i malati esposti al radio, mentre nessuno dei pazienti non trattati con il radioattivo ne ha sviluppate.

Non è la spondilite a predisporre al cancro, perché chi non aveva ricevuto radio presentava un’incidenza di tumori analoga a quella della popolazione generale.

«I dati sono in linea con i risultati ottenuti negli animali esposti a radioisotopi analoghi», dice Wick.

Il radio ha un’emivita breve: le radiazioni che emette, quindi, hanno effetto soprattutto sulla superficie delle ossa e sulle cellule ematopoietiche del midollo osseo. Da qui i tumori: ma, poiché esistono altre cure per la spondilite, non è il caso di esporsi al rischio, anche se vecchie sperimentazioni hanno testimoniato una capacità del radioattivo di ridurre i dolori connessi alla malattia.

I dati raccolti a Monaco sono convincenti: le preparazioni a base di radio sono state dichiarate obsolete e non sono più disponibili in Germania. Di conseguenza, il Comitato Qualità della Società Tedesca di Reumatologia non include più questa forma di radioterapia nelle raccomandazioni per la cura della spondilite.

OBSOLETA – «Il trattamento con radiazioni della spondilite è nato in Germania negli anni ’40», spiega Roberto Gerli, direttore dell’Unità Operativa di Diagnosi e cura delle malattie reumatiche del Policlinico Universitario S. Maria della Misericordia di Perugia.

«Negli anni ’70 la terapia è stata sospesa: qualcuno ha continuato a proporla, con risultati alterni e difficoltà connesse ai grossi effetti collaterali. Il maggior rischio di tumori, infatti, non è certo una sorpresa per una cura con radiazioni. Anche lo studio di Wick si riferisce a pazienti in terapia fino al 1975: in sostanza, da una trentina d’anni anche in Germania, che è stata la patria di questo trattamento, nessuno viene più curato così».

In Italia è mai stata utilizzata?

«Se mai è successo, da decenni non accade più», risponde Gerli. «Questa ricerca è una verifica a posteriori, ma ci dice qualcosa che già sappiamo e conferma che il radio per endovena è un intervento obsoleto, senza più alcun senso oggi che per i pazienti con spondilite anchilosante abbiamo a disposizione i farmaci biologici. I rischi sono troppi, i risultati incerti: il messaggio dello studio è che, se mai qualcuno al mondo ancora lo usa, deve smettere di farlo. Così che le iniezioni di radio possano essere definitivamente consegnate alla storia della medicina», conclude il reumatologo.

Elena Meli
29 agosto 2008

Fonte: http://www.corriere.it/salute/reumatologia/08_agosto_29/spondilite_anchilosante_cura_terapia_radio_3309d3d2-758c-11dd-b314-00144f02aabc.shtml

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