Un trattamento a base di melatonina, a cui vengono associati vitamine E, A e C e acidi grassi essenziali, pare porti benefici ai pazienti affetti da sclerodermia, malattia autoimmune ancora priva di terapia. Lo sta sperimentando un medico, Mauro Todisco, che segue da alcuni anni cinque pazienti. I risultati sono riportati su uno degli ultimi numeri dell’“American Journal of Therapeutics”.
Il numero dei casi è ancora insufficiente, come il tempo di durata della cura, per poter affermare che i benefici osservati siano dovuti proprio al trattamento e non al tipo di malattia. La sclerodermia, infatti, è cronica, peggiora molto lentamente, spesso ha un andamento irregolare, con lunghi periodi di stabilità che possono durare anche anni e addirittura dei miglioramenti spontanei nella percezione che i pazienti hanno dei propri sintomi e disabilità.
Ancora in gran parte sconosciuta è la causa della sclerodermia. Si sa che alla base vi è un’autoaggressione del sistema immunitario contro il tessuto fibroso, un componente essenziale di tutti gli organi. Il tessuto fibroso reagisce all’attacco ispessendosi e aumentando lo spazio che occupa a discapito della parte funzionale di organi interni, come polmoni, cuore, reni e tubo digerente.
«Ho trattato la prima paziente in modo assolutamente casuale», spiega Todisco. «Le somministrai la melatonina perché avevo visto, trattando altre patologie, che aveva un’azione positiva sull’endotelio. Il risultato fu positivo. Associai alla melatonina alcune vitamine e acidi grassi essenziali. In alcuni casi utilizzo la vitamina E, in altri la A o la C».
«Dalla sclerodermia sistemica non si può guarire», ricorda Todisco, «si possono però ridurre i sintomi e migliorare la qualità della vita».
Ferma la malattia con certezza, anche se a prezzo di pesanti effetti collaterali, l’antagonista naturale del sistema immunitario, il cortisone. Molti altri farmaci sono stati usati dopo che ricerche su pochi casi avevano fatto ben sperare. Ma sperimentazioni più lunghe e controllate hanno poi mostrato che, alla fine, tra i malati che ricevevano la cura e i malati che ricevevano il placebo non vi erano differenze.
La speranza è che si faccia il prima possibile uno studio farmacologico controllato per confermare i benefici che sembrano dare melatonina, vitamine e acidi grassi essenziali.
(Marina Amaduzzi)
http://www.repubblica.it/supplementi/salute/2006/10/26/medicinagiramondo/020mel50920.html